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Progetto Giuria Giovani - La finestra sui racconti - AAVV
ISS Luca Pacioli di Crema
by Classe II A, Prof. RIccarda Gavazzi
prima edition, published date: 7 giugno 2017
Language: Italian
 
 
OSSERVAZIONI CONCLUSIVE DEL DOCENTE RESPONSABILE DEL PROGETTO
Prof.ssa Riccarda Gavazzi, docente di Lettere
25 marzo 2017

GIURIA GIOVANI
ISTITUTO IIS PACIOLI DI CREMA-Sistemi informativi aziendali ad indirizzo sportivo
La decisione di partecipare al progetto Giuria Giovani proposto nell’ambito delle iniziative di Bookcity è stata presa istintivamente, senza soppesare i rischi, le difficoltà e le frustrazioni che potevano derivare dall’intraprendere un percorso dagli obiettivi forse troppo alti per una classe seconda di un istituto tecnico sportivo.   Il progetto prevedeva la redazione di testi valutativi-interpretativi per “giudicare” dei racconti, un compito perfettamente in linea con il nostro programma di istituto, perché non aderire?
I primi esperimenti di lavoro in gruppo per la valutazione dei singoli testi mi hanno restituito il quadro in tutta la sua complessità.
L’antologia raccoglie 23 narrazioni di varia lunghezza e genere. Tentando di dare una classificazione per macro aree, si possono individuare sei racconti di relazioni (Altalena della vita, L’ultimo dono, Amica gemella, Canone della saggezza, Attraverso i nostri passi, Lucida follia dell’abbandono); nove racconti “biografici” in cui è narrata l’intera vita o almeno una fase della vita del protagonista (Cecilia al seggio, 29 febbraio, Giardino rubato, Beatrice e i ricordi, Ti prego dimmi cosa devo fare, Anche gli uccelli devono mangiare, Compassione, Bambole) e sette con elementi fantastici o fantasy (Blatta, Strana Luce negli occhi, La scelta giusta, Corda d’oro, Ladri di Lapidi, Farfalla e soldato, L’isola della regina).
Il nostro istituto non prevede l’adozione di un’antologia di italiano nel biennio, è il docente che fornisce il materiale digitale su cui si lavora in classe e a casa. La raccolta Finestra sui racconti è stato dunque il testo su cui abbiamo lavorato per circa quattro mesi, dedicando ogni settimana due delle quattro ore di lettere previste in orario.
È stata indubbiamente un’esperienza in salita; i testi del primo e del secondo gruppo, ovvero i testi che raccontano Relazioni   o che condensano Vite in poche pagine, sono densi di anacronie, soprattutto ellissi funzionali alle necessità di sintesi del racconto breve; si aggiungano i numerosi cambi di focalizzazione e voce narrante, ottimo strumento nelle mani di diversi autori che hanno voluto rendere la relazione da più punti di vista, restituendo al lettore personaggi a tutto tondo e vite da ricomporre come in un puzzle di spazi, tempi e inferenze del non detto.
Tutto questo per i miei redattori in erba, incalliti videogiocatori e refrattari alla lettura, soprattutto se imposta, era difficile da capire e da apprezzare. Nei primi due mesi di lavoro ogni singolo racconto necessitava di letture e riletture, di una guida dell’insegnante, di una discussione in plenaria prima del lavoro di gruppo. Spesso, il lavoro di valutazione del gruppo rivelava fragilità di comprensione o banalità nelle motivazioni espresse. Si trattava allora di ricominciare, di trovare strategie per creare in classe l’attenzione necessaria che richiede ogni lettura.
I miei redattori in erba sono impazienti, il loro immaginario è quello del mondo videoludico del videogioco, un mondo fatto di storie che richiedono un intervento da parte del videogiocatore e che dà una immediata soddisfazione, un riconoscimento.
Occorreva dunque fare un passo indietro, tornare alla narratologia come gioco dello scoprire, scovare ciò che è nascosto e ammiccante, ricostruire, decostruire, smontare e rimontare.
Come in un videogioco.
Ecco che allora l’analisi della struttura dei racconti, parte essenziale e imprescindibile per la valutazione e l’apprezzamento dei punti di forza e di debolezza dei testi, è diventata abitudine, l’abito di chi si dispone a trovare tutto quello che il racconto dice e non subito appare per via della tecnica di scrittura.
Spero abbiano imparato che il mestiere di scrivere, prima che prosopopea di grave ispirazione e aulica predestinazione, è una tecnica, appunto, ed è quindi coerente, interessante, forse anche bello e divertente apprenderla o comprenderla in un istituto tecnico.
Avendo dunque ribaltato come un calzino tutti i racconti dei primi due gruppi per trovare i ferri del mestiere, i miei redattori in erba sono diventati molto più attenti, molto più disponibili a vedere dentro e oltre le strutture fino ad afferrare il senso, il messaggio, il significato o come diavolo vogliamo chiamare la cifra di ogni racconto, quell’inscindibile patto tra forma e contenuto.
Quando già erano più attrezzati e quando già le loro valutazioni erano diventate più severe e molto meno ingenue, siamo arrivati ai racconti del terzo gruppo, decisamente quelli che nascondono un immaginario più vicino al mondo dei miei alunni . Il fantastico e il fantasy con il reiterato schema del fiabesco stanno nelle storie dei video che guardano ogni giorno e alla base delle esperienze ludiche che sono la cifra delle loro giornate.
Di qui l’improvviso successo e l’immediata soddisfazione nei giorni in cui abbiamo letto Aikiki e Naubis o Corda D’oro, storie vicine a molte narrazioni del cinema. C’è un fondo epico nel fantastico, una dimensione che si ritrova anche nel videogioco. La storia delle storie, quella delle origini, molto simbolica, ma anche molto più semplice, priva di sovrastrutture e di cose indicibili che vengono dette.
Sottolineo questo non a demerito di queste ultime opere, bensì con la speranza che almeno la narrazione delle origini, l’epica fiabesca, continui ad incantare e che l’incanto produca se non a sedici, magari a venti, o a trenta o a cinquant’anni la curiosità di cercare altro e… se una notte d’inverno uno dei miei lettori in erba… trovasse una finestra su quanto c’è ancora da raccontare?
 
L’Istituto “Luca Pacioli” di Crema, fondato nel 1978, è un istituto statale frequentato, in questo anno scolastico, da circa 1500 studenti, della fascia di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, provenienti dalla città, dal suo comprensorio e dalle confinanti province di Milano, Bergamo e Brescia.
 
 
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Book Pages: 54
 
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